Chi siamo
N:EA vuol dire Napoli:Europa Africa. E’ un’associazione senza scopo di lucro (Onlus) che agisce e lavora nel settore della cooperazione internazionale e dello sviluppo umano, riconosciuta dal 2002 come Organizzazione Non Governativa (ONG) dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Unione Europea.
La N:EA nasce a Napoli nel 1987 dalla lunga esperienza di lavoro in Africa dell'architetto Fabrizio Caròla (vincitore nel 1995 dell’Aga Khan Award for Architecture) per contribuire all’incremento di un nuovo dialogo fra l'Europa e l'Africa basato su uno scambievole riconoscimento dei rispettivi valori e qualità.
La N:EA supera le dicotomie di pensiero tra protettore e assistito, tra superiore e inferiore a favore di una concezione paritaria in cui le diverse culture ed esperienze possano scambiarsi e arricchirsi liberamente della loro particolarità e analogie, per dare vita insieme ad una nuova civiltà.
La città di Napoli diviene l'interprete ideale e il punto di riferimento privilegiato di questo processo ritrovando così, allo stesso tempo, il ruolo di centro internazionale di cultura che ha avuto nel passato.

Spot
Nea: Napoli, Europa, Africa
Giovedì
20 maggio, dalle ore 10 alle 19, presso
l’Università degli
Studi di Napoli L’Orientale (Aula delle Mura
Greche, Palazzo
Corigliano), si terrà il seminario:Il seminario intende ragionare sul persistere e sull’inasprimento di intestini conflitti politico-militari nel continente africano e sulle forme di cooperazione allo sviluppo messe in atto dalla comunità internazionale, analizzando nello specifico il caso della Costa d’Avorio.
Esso ha l’obiettivo di superare semplicistiche interpretazioni che vedono nella matrice etnica o religiosa la causa scatenante del conflitto, analizzando le cause strutturali, politiche ed economiche, e la genesi storica del conflitto. Oltre che sulle forme e sulle conseguenze sulle persone del conflitto, il seminario si interroga sulla tipologia e sulle pratiche di cooperazione dal basso oltre che sul rapporto tra media, comunicazione politica e conflitti.
Interverranno il prof. Valerio Petrarca (Università Federico II), la prof. Maria Cristina Ercolessi (Università Orientale), Serge Tahi Bonson (cooperante N:EA), Osservatorio sui media e sulla comunicazione politica a cura di N:EA.
A margine del seminario, ci sarà la mostra fotografica della Campagna “Non c’è Pace senza Cooperazione” e uno spettacolo teatrale a cura di un gruppo di rifugiati Burkinabè.
Clicca qui per visualizzare la locandina dell'evento
Ragazzi Dentro from radioazioni on Vimeo.
L’impegno della N:EA in Costa d’Avorio
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“Con i ragazzi e le donne di Duekoué: un impegno per la pace e lo sviluppo locale”
Da quando è iniziata la guerra in Costa d’Avorio, l’impegno della N:EA è stato continuo: inizialmente si è trattato dell’invio di medicinali, poi via via i nostri rapporti con le ONG e gli amministratori locali si sono intensificati ed è emersa la necessità di costruire un centro di istruzione e di Formazione per garantire la scuola ai bambini e la formazione e le attività generatrici di reddito alle donne ed ai giovani.
Alcuni risultati
Con un
investimento di 80.000 euro:
formazione di maestranze locali e costruzione del Centro di istruzione
e di formazione Ouattara-Oulanai
Il Centro è stato completato grazie all’intervento
solidale di centinaia di cittadini, di scuole, di associazioni a cui si
è aggiunto un apporto dell’Assessorato alla Pace
della
Provincia di Napoli.
Il Centro è formato da 3 aule didattiche con annessi i bagni
e
la cucina per la mensa gratuita ai ragazzi, da una sala per gli
insegnanti, una segreteria e un’infermeria.
L’esistenza di un basso fondo sull’area circostante
ha
permesso l’ avvio di un’attività di
itticoltura alla
quale si è aggiunta la coltivazione di riso locale e di
mais, la
costruzione di strutture per l’allevamento di polli e maiali,
la
costruzione di due pozzi di cui uno fornito di pompa idraulica,
l’acquisto di un mulino per la produzione della farina.
Per darvi un'idea del lavoro effettuato in Costa d’Avorio
dalla
N:EA, basti pensare che intorno a queste attività
è sorto
un folto nucleo di giovani e di donne ( circa 100 persone ) a cui la
guerra aveva tolto tutto, che stanno sperimentando forme di
partecipazione mai sperimentate prima a Duekoué.
Per saperne di più sul progetto clicca qui
Cesare
Moreno e Giuliano Martiniello intervistati da Radio
Popolare sulle condizioni dei Rom di Ponticelli ad un anno di distanza
dai famosi pogrom.
