Napoli:Europa Africa

Chi siamo

N:EA vuol dire Napoli:Europa Africa. E’ un’associazione senza scopo di lucro (Onlus) che agisce e lavora nel settore della cooperazione internazionale e dello sviluppo umano, riconosciuta dal 2002 come Organizzazione Non Governativa (ONG) dal Ministero degli Affari Esteri e dall'Unione Europea.

La N:EA nasce a Napoli nel 1987 dalla lunga esperienza di lavoro in Africa dell'architetto Fabrizio Caròla (vincitore nel 1995 dell’Aga Khan Award for Architecture) per contribuire all’incremento di un nuovo dialogo fra l'Europa e l'Africa basato su uno scambievole riconoscimento dei rispettivi valori e qualità.

La N:EA supera le dicotomie di pensiero tra protettore e assistito, tra superiore e inferiore a favore di una concezione paritaria in cui le diverse culture ed esperienze possano scambiarsi e arricchirsi liberamente della loro particolarità e analogie, per dare vita insieme ad una nuova civiltà.

La città di Napoli diviene l'interprete ideale e il punto di riferimento privilegiato di questo processo ritrovando così, allo stesso tempo, il ruolo di centro internazionale di cultura che ha avuto nel passato.


RIGHTS FOR CHILDREN :  IL NUOVO CALENDARIO DELLA N:EA, QUEST'ANNO DEDICATO AI DIRITTI DEI BAMBINI!

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calendario nea 2012


























SBLOCCHIAMO IL DIRITTO AL CIBO! STOP LANDsblocchiamoli GRABBING!
Un seminario di studio e un evento con spettacolo teatrale e proiezioni per informare su come tutelare il diritto al cibo dalle politiche commerciali e dalla costante brevettabilità dei beni comuni.

L’iniziativa è stata organizzata da N:EA (Napoli :Europa Africa) - Ong (Organizzazione non governativa) partner della della Campagna SBLOCCHIAMOLI nell’ambito del progetto “Knowledge, Health and Food for all” co-finanziato dalla Commissione Europea.
 
Il 18 novembre, il seminario di approfondimento "Sblocchiamo il diritto al cibo, cosa c’entrano i brevetti con la sovranità alimentare" ha coinvolto amministratori pubblici, esperti e reti contadine e del territorio nella discussione su come coniugare lo sviluppo locale con la tutela dell’ambiente e dei beni comuni. Tra le materie trattate: la dirimente questione del land grabbing, la sostenibilità e l’impatto delle politiche pubbliche nel settore dell’agroindustria, la tutela delle sementi libere da brevetto e la valorizzazione dei saperi locali e delle buone pratiche delle reti contadine. A conclusione del seminario, gli amministratori locali hanno "sbloccato" simbolicamente un grosso lucchetto colorato, simbolo della Campagna.

           



La N:EA ha partecipato alla conferenza dei movimenti contadini internazionali dal 17 al 20 novembre 2011 che si è tenuta a Nyeleni (Mali)

STOP LAND GRABBING! NO ALL'ESPROPRIAZIONI DI TERRA IN AFRICA!

Scarica la dichiarazione sottoscritta dal movimento contadino


In basso due interviste realizzate a Ginevra durante il WTO Public Forum 2011 al prof. Carlos Correa (avvocato ed economista argentino) a Lori Wallach americana leader di Public Citizen.


 





-Salvare un bambino non ti costa niente


5xmilleperN:EADestinare il 5 per mille a N:EA non ha nessun costo.

Con una semplice firma puoi aiutare chi con impegno, passione e professionalità lavora per salvare la vita a migliaia di donne e bambini in situazioni difficili, come in Costa d'Avorio dove N:EA sta aiutando centinaia di donne e bambini in fuga dalla guerra.

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Il Labirinto, simbolo della ricerca e della confusione, ma anche simbolo della volontà di affrontare e superare le difficoltà. Le storie, le motivazioni, i sogni e i progetti di donne e uomini migranti che hanno scelto Napoli come destinazione

Il labirinto delle migrazioni from radioazioni on Vimeo.

Gli alberi ne parlano ancora from radioazioni on Vimeo.



Hanno ucciso un testimone e un operatore della Pace

COMUNICATO STAMPA

Cocis, federazione di 23 Ong di Cooperazione Internazionale presenti da diversi anni con progetti e relazioni di partenariato con la società civile nei paesi del medio oriente e a Gaza, esprime il proprio cordoglio e lo sgomento per la morte di Vittorio Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement, rapito e ucciso a Gaza da un gruppo islamico salafita.

 Il suo lavoro di responsabilità e umanità e il suo forte sostegno nella difesa dei diritti del popolo palestinese lo hanno visto in prima linea nella testimonianza della terribile situazione della striscia di Gaza. La causa palestinese perde con lui un grande appassionato ed un forte sostenitore, un amante della libertà e della giustizia. Un amico della pace.

Di fronte a episodi di assurda violenza e crudeltà come questi, le organizzazioni come il COCIS sono maggiormente chiamate a ragionare sul significato che il loro lavoro e la loro presenza hanno in contesti particolarmente difficili come quello di Gaza. Seppur nel rispetto della sicurezza degli operatori, non bisogna mai lasciarsi intimidire, né venir meno agli impegni e alle responsabilità che tale azione comporta, né tanto meno si può pensare di lasciare “vuoti” troppo lunghi di presenza delle organizzazioni internazionali a Gaza.

Anzi, proprio per dare un senso più profondo e un seguito a ciò in cui ha creduto e per cui ha vissuto ed è morto Vittorio, che tutto il mondo della cooperazione e della solidarietà deve continuare a credere e a lavorare per riaffermare il diritto di tutti i popoli alla pace e alla giustizia. Diritto che deve poter essere esercitato liberamente dalle comunità e dalle persone senza minacce e aggressioni. 

Per il Cocis
Giancarlo Malavolti (Presidente)




“Difendiamo l’uso dei semi per i piccoli agricoltori”


Al via la campagna “SBLOCCHIAMOLI – Libera i diritti dai brevetti”



“Difendere il diritto dei piccoli coltivatori europei a riprodurre in azienda, riutilizzare e rivendere i semi acquistati”: è la prima richiesta della campagna “SBLOCCHIAMOLI – Libera i diritti dai brevetti”, promossa da un gruppo di Ong, associazioni e università, nell’ambito del progetto “Knowledge Health and Food for all” co-finanziato dalla Commissione europea.

La campagna mira a far emergere i processi attraverso cui la vita quotidiana dei cittadini viene decisa da istituzioni lontane dalle comunità e spesso poco conosciute che si occupano di diritti di proprietà intellettuale, come i brevetti sui semi o sui farmaci.



In occasione della quarta sessione dell’organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (Trattato Fao sui Semi), che si apre oggi a Bali e si conclude il 18 marzo, la campagna vuole affermare la necessità di difendere e valorizzare i diritti degli agricoltori e in particolare quello di “conservare, utilizzare, scambiare e vendere sementi”, come previsto dall'articolo 9 del Trattato.


“Il piccolo coltivatore europeo rischia di perdere il diritto a riutilizzare nella propria azienda le sementi acquistate, senza dover pagare ogni anno le royalties alle ditte produttrici”, afferma Riccardo Bocci, agronomo, coordinatore della Rete Semi Rurali e consulente della campagna per il gruppo di lavoro “Diritti di proprietà intellettuale e Sovranità Alimentare”. “Inoltre, l'Ufficio Europeo dei Brevetti – spiega Bocci – sta riconoscendo, su pressione di grandi ditte sementiere quali Monsanto e Syngenta, diversi brevetti su varietà vegetali in aperta violazione della normativa europea sul brevetto biotecnologico”. Secondo Bocci, “azioni di questo tipo, evidenziano una pericolosa tendenza a passare dal sistema della “privativa vegetale”, che prevede il diritto dei piccoli agricoltori a utilizzare liberamente le sementi dopo averle acquistate, al sistema del brevetto che lascia agli agricoltori solo il diritto d’uso sulle sementi per una singola annata agraria”.

“Si tratta di problemi che hanno un forte impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, ma su cui gli amministratori locali non decidono concretamente, mentre le scelte vengono definite da organizzazioni lontane dalle comunità”, afferma Arturo Parolini, presidente della ong Ricerca e Cooperazione, capofila del progetto. “Per questo – continua Parolini - con la campagna “SBLOCCHIAMOLI – Libera i diritti dai brevetti” ci rivolgiamo agli enti locali, quali principali alleati delle nostre azioni per la tutela dei beni comuni e per il rispetto dei diritti essenziali”.

 

Guarda il video prodotto dalla N:EA nell'ambito del progetto "Ragazzi Dentro: percorsi di inclusione per bambini e adolescenti delle periferie napoletane"

   

L’impegno della N:EA in Costa d’Avorio

COSA PUOI FARE TU

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“Con i ragazzi e le donne di Duekoué: un impegno per la pace e lo sviluppo locale”

Da quando è iniziata la guerra in Costa d’Avorio, l’impegno della N:EA è stato continuo: inizialmente si è trattato dell’invio di medicinali, poi via via i nostri rapporti con le ONG e gli amministratori locali si sono intensificati ed è emersa la necessità di costruire un centro di istruzione e di Formazione per garantire la scuola ai bambini e la formazione e le attività generatrici di reddito alle donne ed ai giovani.

Alcuni risultati

Con un investimento di 80.000 euro: formazione di maestranze locali e costruzione del Centro di istruzione e di formazione Ouattara-Oulanai
Il Centro è stato completato grazie all’intervento solidale di centinaia di cittadini, di scuole, di associazioni a cui si è aggiunto un apporto dell’Assessorato alla Pace della Provincia di Napoli.
Il Centro è formato da 3 aule didattiche con annessi i bagni e la cucina per la mensa gratuita ai ragazzi, da una sala per gli insegnanti, una segreteria e un’infermeria.
L’esistenza di un basso fondo sull’area circostante ha permesso l’ avvio di un’attività di itticoltura alla quale si è aggiunta la coltivazione di riso locale e di mais, la costruzione di strutture per l’allevamento di polli e maiali, la costruzione di due pozzi di cui uno fornito di pompa idraulica, l’acquisto di un mulino per la produzione della farina.
Per darvi un'idea del lavoro effettuato in Costa d’Avorio dalla N:EA, basti pensare che intorno a queste attività è sorto un folto nucleo di giovani e di donne ( circa 100 persone ) a cui la guerra aveva tolto tutto, che stanno sperimentando forme di partecipazione mai sperimentate prima a Duekoué.

Per saperne di più sul progetto clicca qui

 
Il pozzo con la pompa idraulica permetterà di accedere all’acqua

Le aule e uno dei tre bagni di cui è dotato il centro

La cucina con il bagno annesso  
 
Vista del complesso Il centro visto dalla cucina La mensa del centro  
     
  La cucina esterna    

 


 

Cesare Moreno e Giuliano Martiniello intervistati da Radio Popolare sulle condizioni dei Rom di Ponticelli ad un anno di distanza dai famosi pogrom.

 

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