MULTICULTURA 

Concetto quantitativo: presenza di varie culture non necessariamente collegate.

Accumulazione di nozioni e informazioni.

Atteggiamento passivo: tolleranza e non condivisione

 

INTERCULTURA 

Concetto qualitativo: idea di “trame” relazionali, aspetti che non si accumulano ma si intersecano.

Una cultura entra nell’altra.

Punti di incontro/confronto.

Interazione: scambio e reciprocità, empatia, coinvolgimento emotivo

 

PERCORSO DELLA DECOSTRUZIONE

 

Obiettivo generale:

decostruzione di tipo concettuale-terminologico di atteggiamenti psicologici .

Obiettivo specifico:

identificare pregiudizi e luoghi comuni

 

Destinatari: Alunni della  scuola media

 

Attività n.1: conversazioni, domande e risposte sul significato dei termini:

 

 

RAZZA, POPOLO, ETNIA, CULTURA, CIVILTA’

- far emergere l’uso di queste parole nel linguaggio quotidiano
- trovare le definizioni sul vocabolario
- confrontare il nostro concetto di “popolo”, “etnia ” ecc. con quello della cultura africana
-trovare ed evidenziare elementi in comune.

Attività n. 2: chiedere ai ragazzi di dare tre aggettivi per definire l’”africano”

“cosa ti piace più dell’Africa?” “Cosa ti piace meno?” tre cose

Lavorare su quanto emerge

 

Attività n. 3 : utilizzare  fotografie di ragazzi africani e ragazzi italiani e di immagini di vita africana e fare domande tipo: cosa ti viene in mente?” oppure ” chi è il lavoratore , chi è lo studente?

 

Verifica su che tipo di immagini proiettiamo i nostri pregiudizi

  • Costruire insieme ai ragazzi una mappa dei luoghi comuni e degli stereotipi
  • Riprova e riscontro:

Verifica delle fonti di queste informazioni:

analisi di Telegiornali
quotidiani
pubblicità
film
libri di testo (senza Oriente e senza Sud) e libri di scuola in generale”unidirezionali” (dalla parte dei vincitori)
Carte geografiche (Proiezione di Mercatore e Peters)


Promuovere l’uso di fonti dirette:

es. Interviste dirette alle persone esponenti di una data cultura,
Trovare se esistono altri telegiornali o riviste alternative a quelle occidentali
film di africani su africani
Testi di varie discipline che offrono il punto di vista “altro” (es. Storia dell’umanità raccontata dagli Irochesi, o le “Crociate” viste dal punto di vista degli arabi ecc.)

Lavoro al contrario: trovare  gli stereotipi sull’occidentale e sull’occidente attraverso domande fatte ad esponenti dell’”altra” cultura, film o video su di noi ,  trovare giornali che parlino di noi o telegiornali o trasmissioni su di noi

 

DECOSTRUZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI PSICOLOGICI

Obiettivo specifico:   decostruzione dell’atteggiamento diffusissimo di “superiorità culturale” e di “centrismo europeo”, per cui vale la dinamica superiore/inferiore riferendosi ai popoli,culture e religioni extraeuropee.”Uscire un pò da noi stessi”, “dai nostri panni” per relativizzare la nostra cultura rispetto a quella africana e non solo. Ribaltare i concetti “assoluti” di superiore/inferiore, vincitore/perdente , migliore/peggiore e passare al concetto di reciprocità:ognuno può dare e ricevere qualcosa.

 

Destinatari: Alunni scuola media

 

Attività n. 1 : laboratori di simulazione e psicodramma sul “viaggio ” dell’immigrato in Europa: il distacco dalle proprie radici, l’impatto con il paese straniero, l’impatto con le istituzioni: la dogana, l’ufficio immigrazione, la ricerca dell’alloggio, del lavoro ecc.

Destinatari: Alunni scuola elementare e materna

Procedura: tecniche ludiche quali giochi di cooperazione , di fiducia,  giochi di simulazione,  role-play e   socio-dramma che favorisce la ricerca, la progettazione e la verifica di diverse possibilità alternative al reale, ciò allo scopo di permettere la decostruzione della realtà per poterla reimparare. In particolare il gioco di ruolo aiuta ad accrescere la propria comprensione empatica degli altri e di sé.

Attività n. 1 : giochi che facciano fare esperienza del “relativizzare”, dei diversi approcci alla realtà.Es. Esperienza del tatto: ad occhi bendati i bambini toccano vari materiali ed elementi diversi e dicono, ognuno di essi, le sensazioni legate all’elemento e di cosa si tratta. Segue la verbalizzazione di confronto.

Altri esempi sono i  giochi di scambi di “scarpe e panni” per “abitare “l’altro”: un bambino racconta un episodio che ha vissuto a due bambini diversi e ascolta successivamente come cambia l’episodio ri-raccontato dai due bambini.

Attività n.2 : Chiedere ai bambini se conoscono l’Africa, se ne hanno sentito parlare, se l’hanno vista riprodotta in qualche immagine, quale è stata la fonte, e se non la conoscono assolutamente chiedere di immaginarsela, di definirla con due aggettivi e di disegnarla

Attività n. 3: Si presentano  due bambole di colore diverso e si propongono domande che attestino le attitudini e le preferenze (per esempio quale sia la bambola buona o cattiva; quella con cui giocare; quella che ha il colore più bello) e il bambino deve scegliere la bambola in risposta alla domanda. Si presenta  la foto di due bambini. Uno è gentile, buono. Ha salvato un cagnolino che stava annegando. Qual’è di questi due?” E vengono presentate due foto, quella di un bambino nero e uno bianco.

Si procede poi all’identificazione del pregiudizio e si lavora sull’apporto costruttivo e positivo di una cultura diversa dalla propria. In questo senso proponendo storie “dal di dentro” della cultura “altra”.

Attività n. 4 : Decostruzione dell’idea “unica” di casa, di famiglia, di migliore/peggiore, di amico/nemico attraverso la lettura di alcuni brani e la drammatizzazione di storie che mettano in evidenza i bisogni e i desideri miei e quelli degli altri per creare empatia. (Per   esempio il brano del “Papalagi” sulla descrizione delle case o la storia “Il cerchio dei tre fratelli” di Roberto Denti, Ed. Mondadori, che si può richiedere presso la Libreria dei ragazzi di Milano, tel. 02/72004166).

PERCORSO DELLA NARRAZIONE E DEI PUNTI DI VISTA

“E’ narrativa quella pedagogia che sa educare ad una lettura competente e significativa dei testi dell’umanità, dei suoi codici grandi e piccoli, ossia dell’universo intero della tradizione scritta e orale. E’ narrativa inoltre quella pedagogia che sa formare le competenze narrative dei soggetti al fine di comprendere e produrre altri testi narrativi.

( A. Nanni in Educare alla Convivialità, EMI, 1994).

Il bello della cronaca e dell’avventura, scrive Savater nell’”Infanzia recuperata”sta nel recepirla come prologo e iniziazione della nostra, o ci mettiamo in gioco entrando nelle storie o non possiamo narrare. Narrare significa avere la possibilità di reinventare la realtà…”  La narrazione, di sé e degli altri, ha  la grande capacità di evocare, è , infatti un modello e uno stile di comunicazione tra i più coinvolgenti

Obiettivo generale:Costruire un “impianto narrativo” del percorso educativo. Predisporsi all’ascolto della narrazione degli altri, “delle altre memorie”, assumendone  il punto di vista , “farsi ospite” della loro visione delle cose e della loro versione dei fatti.

Metodologia: recupero della memoria collettiva attraverso miti, leggende, favole per mezzo delle quali individuare elementi comuni con la propria tradizione

impiantare una struttura narrativa per fare geografia: i diari di viaggi, la descrizione dei luoghi

impiantare una  struttura narrativa per fare storia: le ragioni degli altri, la storia raccontata dagli irochesi ecc.

Scegliere la narrazione cinematografica : i films

Le storie di vita degli immigrati

Destinatari: Alunni della scuola media

Obiettivi specifici:

Acquisire la capacità di “vedere in modo diverso dal proprio”

- Ampliare il proprio campo cognitivo nella considerazione di situazioni e persone.

- Rilevare e  superare i luoghi comuni, , favorire la capacità di analisi per arrivare ad una problematizzazione e comprensione più profonda degli eventi.

Attività n. 1:: Narrarsi per conoscersi. Ci si presenta narrando piccole storie di sé con il supporto di tre oggetti quotidiani. Il primo ad “esporsi” è il conduttore. Gli oggetti sono fatti passare tra le mani dei ragazzi e poi posti al centro del cerchio su un tappeto. Ciò aiuta a creare un clima di attesa e complicità all’interno del quale i ragazzi si sentono accolti. Ogni ragazzo si presenta agli altri attraverso la stessa tecnica: raccontano ai compagni la provenienza dei loro oggetti e la storia personale ad essi legata, lasciando poi gli oggetti sul tappeto che diventa una sorta di contenitore dell’identità del gruppo classe. Altre tecniche:invenzione fantastica di una storia su due oggetti accoppiati casualmente o la prosecuzione di una storia narrata di un oggetto ricordandone la narrazione aggiungendone varianti proprie.  la modalità di vincolare la propria storia alle storie degli altri presuppone l’ascolto dell’altro e l’identificazione almeno parziale dei mondi vitali altrui.

Attività n.2 : Esistono attività che aiutano a predisporsi in una posizione di ascolto vero, profondo, attivo.Per esempio: si cammina per lo spazio, poi su invito del conduttore ci si sceglie per formare delle coppie. Le coppie si mettono in un posto comodo ed ognuno parla all’altro per cinque minuti della propria famiglia, come si sente con gli amici e a scuola, poi si verbalizzano in cerchio i vissuti provati.

Altro esempio: i bambini sono invitati a scrivere su un foglio di ricordarsi di un momento in cui non sono stati ascoltati
(questa attività può essere proposta a seguito della lettura ed eventuale drammatizzazione del brano C’era un bambino che non era ascoltato ,AA. VV. Bra, 1992, Centro Studi Hansel e Gretel)

Il foglio in cui si scrive è anonimo e viene messo al centro, dopo di che ciascuno sceglie un biglietto , cerca di immedesimarsi in chi l’ha scritto, lo legge forte e dice l’emozione che ha provato leggendolo (rabbia, paura, dolore, pena, solidarietà). Poi si verbalizza come ci si è sentiti.

Attività n. 3: Recuperare e curare i luoghi e gli spazi della narrazione: il camino, il cortile, il pianerottolo, sotto l’albero, vicino alla casa all’aperto. Promuovere tramite i ragazzi una ricerca sui racconti di vita di ragazzi stranieri, favorire l’incontro , lo scambio e il confronto. Vivere spazi di narrazione diversi da quelli conosciuti.

Il passaggio successivo consiste nella narrazione di una esperienza in cui il ragazzo sia entrato in contatto con “l’altro”.

Attività n. 4: Tecnica del “Quanta posta per me”(rif. In Cem Mondialità, Rivista del Centro Educazione alla Mondialità dei Missionari Saveriani di Parma, settembre ‘94). La tecnica consiste in uno scambio di frammenti narrativi scelti dai ragazzi. Si tratta di un brano di romanzo, di poesia, un articolo di giornale, una intervista a un personaggio famoso, una dichiarazione di un Organismo Internazionale. Poi si mettono in una busta così che ogni ragazzo riceve una busta personale con una serie di questi frammenti. Quindi i ragazzi hanno a disposizione una settimana per leggere individualmente questi “frammenti” ricevuti e scegliere quello che ha più significato. A scuola poi ciascun ragazzo espone al resto della classe la propria scelta, dicendone le ragioni. Segue una verifica dei criteri con i quali i ragazzi hanno selezionato i brani osservando quanti e quali di questi “frammenti narrativi” rinviano ad altre culture, popoli, religioni.

Attività n. 5 :Lavorare sui racconti degli altri su di noi. Si può avviare questa attività partendo dalla lettura di alcuni brani (per fare qualche esempio: “I viaggi di Gulliver”, “Sentinella” di F. Brown in Gli altri siamo noi, manuale per educatori, CISV, Torino, 1996, il racconto della conquista delle Americhe da parte dei “vinti”). Poi si chiede ai ragazzi impressioni e sensazioni e procedere con un lavoro “al contrario” ossia far riscrivere lo stesso brano da un altro punto di vista, immedesimandosi di volta in volta in un personaggio diverso e valutarne quindi le differenze.

Attività n.6: :D a alcune letture di come gli “altri” ci vedono ( cfr. “Noi ” visti dagli altri, Esercizi di decentramento narrativo, di G. Grillo, Quaderni per l’Intercultura n. 8, EMI, Bologna, 1998) si possono individuare alcuni concetti base quali: “il tempo”, “la parola” “il silenzio” ecc. , e fare esercizi di decentramento e confronto dei punti di vista per mezzo di giochi di simulazione e di ruolo e provando a vedere se esiste, dal confronto di valori tra culture diverse, una piramide di “valori universali”, vedere se ci riconosciamo, e in che cosa ci riconosciamo, nelle descrizioni che vengono fatte sulla cultura occidentale ecc.

Destinatari: Alunni scuola materna ed elementare

Attività n. 1 : Sia nella scuola elementare che nella scuola materna si possono svolgere attività che hanno lo scopo del “mettere insieme”, di tutti un po’. Per esempio si può costruire u unico disegno fatto da tutti i bambini insieme, dove uno dietro l’altro proseguano il disegno avviato da un altro compagno aggiungendo e modificando elementi, un gioco per allenare i bambini ad accogliere l’altro nello spazio, a condividere alcuni momenti del tempo , per non essere troppo attaccati al proprio prodotto, per imparare da chi si incontra, un modo per cominciare a capire in che modo gli altri influiscono sulla nostra esperienza.

Attività n.2: La stessa attività dell’esercizio precedente del “mettere insieme” si può realizzare in altri modi. Per esempio nelle scuole con la presenza di bambini stranieri organizzare delle giornate in cui invitare i genitori o le madri a raccontare un episodio della vita vissuta nel paese d’origine, ricordare un luogo affettuoso in cui era presente anche il bambino e poi procedere alla costruzione di questi luoghi (con diverso materiale) genitori e figli che vanno verso un unico luogo: il luogo della memoria.

Così si possono invitare i bambini, uno ad uno, a dire qual’è l’animale preferito, il gioco preferito, la favola preferita e poi  passare alla costruzione di :

- un unico animale in comune

- un unico gioco in comune

- una unica favola in comune.

 

PERCORSO DELL’EMOZIONE E DEL DESIDERIO

Questo percorso mira a favorire e a “lasciar parlare” la parte emotiva di ognuno di noi che cerca il contatto con gli altri. Vi è un piano emozionale, infatti, nel quale è più naturale che si realizzi lo scambio e il desiderio di approfondire la conoscenza di altre culture. I canali privilegiati attivati in questo percorso sono quelli legati alla musica, al canto, alla danza, all’espressione.

Obiettivo principale:Lo scopo principale in questo percorso è trovare ciò che si identifica con la vita spirituale e sociale di una comunità e trovarne il terreno e gli elementi comuni tra più culture.

Destinatari: Alunni della scuola media

Attività n. 1 : Promuovere ricerche sui luoghi di aggregazione sociale degli stranieri presenti in città, scoprire i ristoranti tipici della cucina africana , realizzare ricerche sulle tradizioni musicali africane, sugli strumenti, sul ballo e fare un raffronto con le proprie tradizioni musicali, i propri strumenti , i propri balli allo scopo di  trovare gli  elementi comuni. Scoprire cosa  abbiamo nella nostra cultura o cosa abbiamo preso in uso dalla cultura africana.

Attività n. 2: Costruzione di un laboratorio dove trovare e “sperimentare” il terreno comune alle due culture:

- nella cucina (riconoscere odori, sapori mediterranei e non)

- negli spazi e modi di vivere la socialità

- nella musica e strumenti

- nelle danze

Destinatari: Alunni scuola materna ed elementare

Attività n. 1 : la suggestione più forte in un bambino che lo spinge al desiderio di conoscere è solitamente quella di compiere un viaggio , un viaggio lontano per partire e conoscere. L’idea di un viaggio in un mondo nuovo e fantastico è il filo conduttore di un possibile percorso sulle emozioni in questa fascia d’età.

Costruzione degli elementi tipici del viaggio: immaginare un posto dove si può andare

Trovare l’ambientazione giusta in un luogo esterno dove raccontare una fiaba africana

Importanza del benvenuto e dell’accoglienza nel “posto magico”: con un’offerta o un canto o una musica che evochi e caratterizzi fortemente l’ambiente diverso.

 

Sviscerare poi la storia in tutti i suoi aspetti e lavorare a più livelli: drammatizzazione

- costruzione scenari per la ricostruzione ambientale

- attività manuali (uso di creta ecc.)

- attività grafico-pittoriche

Fase di rielaborazione e verbalizzazione sul vissuto, ricerca di elementi di confronto

Attività n. 2 : Lavoro sui quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco.

Concezioni  del cosmo diverse a confronto.Si comincia sempre da un racconto o una fiaba dove siano presenti questi elementi e i rituali che li accompagnano.

Le tecniche che possono essere utilizzate in questo senso sono varie e mirano alla compenetrazione del bambino con l’elemento: elemento da osservare, toccare dove possibile, esplorare, modellare , sentire, vivere, danzare.

Esempi:

  • danze e canti rituali legate all’acqua e alla terra
  • immedesimazione con la natura (boschi, foreste)
  • nascita del seme e crescita dell’albero attraverso l’espressione corporea (lavoro che mira all’aggregazione, al sentirsi ognuno parte di un insieme)
  • rituali di purificazione legati al fuoco
  • osservare ed esplorare come gli elementi interagiscono uno con l’altro.

Bibliografia generale consigliata:

Bibliografia “50 libri per cominciare” riportata in fondo al quaderno per l’intercultura L’educazione interculturale oggi in Italia, EMI, 1998

- La nostra Africa, a cura del Cidis, Palombi, Roma, 1989

- Multiculturalismo e immagine del mondo non occidentale nei libri di testo della scuola dell’obbligo, I Quaderni di Eurydice, Firenze, 1993

- La pedagogia interculturale: dalla teoria alla pratica didattica Demetrio D., Favaro G., ,Centro Documentazione Educativa, Comune di Modena, 1993

- Dentro la Medina, Collana di strumenti per l’educazione allo sviluppo curata dal CESVI, Bergamo, 1994

- Stranieri come noi. Dal pregiudizio all’interculturalità, di Antonio Nanni EMI, Bologna 1994 ,

- Percorsi Didattici di educazione interculturale, di Colombo T., Favaro G., Invernizzi D., del Centro Documentazione Comune di Modena Educativa, 1995

- Il mio zaino interculturale, di Antonio Nanni e Sergio Abbruciati , EMI,Bologna, 1997

-Per una pedagogia narrativa ,a cura di Raffaele Mantegazza, EMI, Bologna, 1996

- L’Educazione Interculturale oggi in Italia, di A. Nanni, EMI, Bologna, 1998

- Noi visti dagli altri, Esercizi di decentramento narrativo, di Grazia Grillo, EMI, Bologna, 1998

- Leggende della Madre Africa,di Abrahams R. D. , Arcana, Milano, 1987

- Favole africane, di Becker F., Mondadori, Milano, 1992

- Incontro con l’Africa. Ritmi e danze, di Besse M. E Widmer E., del Comitato Svizzero per l’Unicef, Zurigo, 1992 (28 schede di lavoro per la scuola primaria).

- Musica africana a world music. Le voci dietro la musica, a cura di Richard D. , Surian A., Milano, 1994

- Storie del mondo. Letteratura, musica e cultura del sud del mondo, a cura di Sanna G. , Ed. Artemide, Roma, 1993

- Giochi di simulazione, a cura di Gioda P, Ferracin L, Loos S., CISV – LDC, Torino, 1990

- Novantanove giochi cooperativi,di Loos S, EGA, Torino, 1989

- Giochi di Simulazione per l’educazione allo sviluppo e alla mondialità, AA.VV. , LDC, Torino-Leumann, 1990