Il pregiudizio e lo stereotipo nascono per una necessità: definire l’altro, diverso da me, all’interno di un limite che io possa riconoscere. “Fissare “ l’altro in categorie per me rassicuranti, che permettano di uscire dallo smarrimento, dalla confusione dell’incontro. Ci è più facile vivere nella tentazione di voler inglobare l’altro nel nostro orizzonte di significato. Da qui la tendenza a difenderci, a “raccontare “ l’altro dentro al recinto di identità culturali. Così si sviluppa lo stereotipo, per tutte le culture: ha una funzione fondamentale, quella di contribuire alla costruzione di identità individuali e collettive. Nel nostro caso identità in cui viene affermata la superiorità dell’uomo “occidentale” per cultura. E’ proprio questa identità che dobbiamo sottoporre a conoscenza critica.

“ Il razzismo sollecita molti processi  identitari, a partire dall’immagine del corpo e dell’appartenenza ad un genere sessuato, fino al senso di appartenenza al gruppo sociale e culturale, assieme li convoglia verso una risposta estremamente schematica, attorno alla quale si costruisce davvero un uomo ad una sola dimensione. E a una sola dimensione quest’uomo rappresenterà non solo se stesso, ma anche gli altri, stereotipando se stesso e gli altri ed anche costringendo gli altri a rappresentarsi entro lo stereotipo”

( Clara Gallini “ Le seduzioni del razzismo “ in Materiali antirazzisti )

Il percorso didattico mira alla decostruzione di pregiudizi e stereotipi, in particolare,  dei pregiudizi nei confronti della cultura africana.Esso procede con l’analisi dei condizionamenti inconsci e consci della pubblicitàdella quale è assodata l’efficacia comunicativa nel proporre valori e modelli.Per le caratteristiche proprie della

pubblicità, essa è, infatti, un potente veicolo per la diffusione di stereotipi, in quanto fa leva sui luoghi comuni in cui riconoscersi, sui cliché

che costituiscono il punto di riferimento di ogni gruppo sociale.

Il percorso utilizza una metodologia attiva, di tipo laboratoriale, che prevede l’interazione tra i mediatori culturali, i docenti e i ragazzi.

 

Il percorso si articola in 4 fasi:

1. rilevazione del problema

2. scoperta e analisi delle condizionamenti della pubblicitĂ 

3. decostruzione del pregiudizio e stereotipo nella pubblicitĂ 

4. proposta di un itinerario “consapevole” per acquisire informazioni e conoscenze

 

I fase: “ LE IMMAGINI RACCONTANO “

Obiettivo: osservazione, rilevazione e annotazione del pregiudizio inconscio

Per la scuola elementare

pre-attivitĂ  di 15-20 minuti

materiali: fotografie

descrizione: si mettono a disposizione una serie di fotografie che rappresentano persone d’etnie diverse e s’invitano i bambini a scegliere una foto. Si chiede la motivazione  della scelta, si registrano e si annotano su due cartelloni murali: FOTO SCELTA – FOTO NON SCELTA

Variante- griglia possibile di domande sulle foto:

Immagina la storia di questa donna e di questo bambino – Che sensazione ti provoca questa foto?

( foto di bambino nero in braccio ad una donna bianca)

A cosa ti fa pensare questa foto?

( foto con piĂą volti di bambini dia varie nazionalitĂ )

pre-attivitĂ  di 10 minuti

materiali: vignette e fotografie

descrizione: somministrazione di alcune vignette da completare tratte da “ Meritarsi l’altro “ del Centro Psicopedagogico per la pace . I ragazzi sono divisi in gruppi di 5/6 alunni e si sceglie un capogruppo che avrà il compito di leggere ed annotare gli “scritti “ dei compagni. Le risposte sono annotate in cartelloni diversi per ogni gruppo.

Non si analizzano e non si commentano le risposte.

pre-attivitĂ  di 30 minuti

descrizione: sono proposte immagini di luoghi (es: zona portuale di Laos) e di persone

proposta di un questionario (vedi A. Surian)

Si raccolgono tutti gli elaborati da  conservare per il momento dell’analisi

Per la scuola media e la scuola superiore

Si possono aggiungere alle pre-attivitĂ  giĂ  elencate quelle seguenti:

pre-attivitĂ  di 30 minuti

materiali: brani e narrazioni (vedi bibliografia)

Lettura di brani il cui contesto e protagonisti siano ignorati. Es: descrizione del comportamento degli italiani all’estero (“ Noi visti dagli altri “ Quaderno dell’interculturalità n°8 EMI pgg.101-108).

Dopo la lettura proporre un questionario per la rilevazione dei pregiudizi reconditi.

pre-attivitĂ  di 20 minuti

S’invitano i ragazzi a pensare a tutti i modi di dire e proverbi che conoscono dove compaiono nominati popoli non italiani (ad es. “fuma come un turco”): Si registrano e si annotano su un cartellone a seconda del tipo di pregiudizio che vuole essere rilevato.

Può essere inserita un’operazione capovolta: il pregiudizio degli altri su di noi (“ Noi visti dagli altri “ – Quaderno dell’interculturalitĂ  n°8 EMI –brani sulla descrizione degli italiani in Francia o in Argentina)

Si lascia una consegna per l’incontro successivo che avvia la II fase: ricercare e ritagliare annunci pubblicitari da riviste e giornali con soggetti di etnie diverse e prestare attenzione, per una settimana, alla pubblicità in televisione e prendere nota di tutti gli spot con la presenza dell’elemento straniero.

 

II fase “ E’ TUTTO VERO?”

Obiettivo: scoprire e analizzare i condizionamenti nella pubblicitĂ 

Costruire una mostra delle immagini pubblicitarie scelte dai bambini divise per categorie: ambienti,luoghi,popoli, prodotti,mestieri,attivitĂ ,altro.

Attività  di 30 minuti

Simulata di “venditore televisivo” o “ consigli per gli acquisti “

Materiali: scatola tagliata a forma di televisore

L’insegnante ha una scatola contenente vari oggetti. Si dividono i bambini in gruppi e si fa scegliere un oggetto ad ogni gruppo. I vari gruppi hanno la consegna di preparare uno spot pubblicitario per persuadere gli altri a comprare l’oggetto. Si vota per il gruppo più convincente. Questo gioco ha una doppia finalità: di “rompighiaccio” per predisporre i bambini ad un coinvolgimento  e attenzione maggiori per le fasi successive e di “vissuto della pubblicità” affinché i bambini comincino a prendere in considerazione i meccanismi che muovono la costruzione di uno spot pubblicitario.

Si passa nuovamente ai ritagli pubblicitari scelti dai bambini e divisi per categorie di appartenenza e s’invitano i gruppi a selezionare all’interno di quelle immagini una pubblicità.

E’ importante circoscrivere il più possibile le pubblicità su cui lavorare per permettere “la decostruzione”di esse nelle varie tappe. A tale proposito il mediatore culturale e l’insegnante devono avere “materiale alternativo”: fonti dirette, testimonianze reali, documenti, attraverso i quali si possa poter capovolgere il credo stereotipato che l’immagine vorrebbe trasmettere.

 

Es: RealtĂ  diverse dei luoghi turisticamente esotici

RealtĂ  diverse dei luoghi immaginariamente poveri, ecc.

Tale materiale farà da supporto all’attività di decostruzione.

 

Questionario da somministrare:

1.     A chi è destinato il messaggio pubblicitario?

2.     Cosa ti piace o cosa ti colpisce? Perché?

3.     Cosa non ti piace? Perché?

4.     Qual è secondo te, lo scopo evidente del messaggio?

5.     Ci sono altre informazioni che puoi ricavare dall’analisi più attenta di questa pubblicità?

Dall’analisi pubblicitaria si raccolgono le informazioni emergenti.

Si avvia una discussione su domande come: “ Ma è tutto vero? L’ambiente è proprio così? Le persone si vestono proprio così? I popoli sono proprio così? ecc.

Si crea il dubbio sulla veridicità delle immagini pubblicitarie in vari modi: si può chiedere ai bambini se qualcuno di essi sia stato all’estero e, in questo caso, che percezione ha avuto della realtà e delle persone conosciute.

Successivamente si analizza se vi sono elementi in comune tra la propria percezione della realtà e la “realtà” disegnata dalla pubblicità. Si introduce quindi l’elemento della testimonianza o esperienza diretta come principale fonte cui attingere.

L’insegnante riprende il gioco dello spot pubblicitario facendo rilevare ai bambini quali siano stati gli elementi reali e quelli fittizi volti alla persuasione e al convincimento per vendere l’oggetto.

Lo stimolo che viene dato al bambino è di poter andare a “ricercare attivamente” la fonte da cui proviene un’informazione.

III fase “VIAGGIARE …ATTRAVERSO, VIAGGIARE….DENTRO “

Obiettivo: decostruzione del pregiudizio e stereotipo nelle immagini pubblicitarie

Per la fase della “ decostruzione “ ricondursi alla mostra di immagini pubblicitarie in cui si erano definite le categorie: ambienti,luoghi, popoli, prodotti, mestieri,attività,altro

Su una specifica pubblicitĂ  si invitano i bambini o ragazzi a ricercare informazioni documentando la fonte: enciclopedie,genitori, libri ecc.

AttivitĂ  esemplificativa:

  • Ricerca di informazioni su un determinato luogo documentando la fonte
  • Operare una classificazione solo delle informazioni portate dai ragazzi a seconda delle fonti

Es:

ORALI SCRITTE VISIVE AUDIOVISIVE UDUTIVE
famiglia Libri foto Tv musica
parrocchia riviste/giornali disegni film
amici enciclopedie mappe
scuola/quartiere testi vari manifesti

Verificare tra le informazioni raccolte quali sono le attendibili e quali no, quali sono le testimonianze dirette e quali no e trovare le fonti alternative: racconti “dal di dentro “, agenzie stampa alternative, giornali locali autoctoni, testimonianze dirette,ecc.

La durata di tale attività è variabile e da definire dagli insegnanti e dal mediatore culturale stesso.

Si riprende la III fase

Si propone un gioco di simulazione su due modi di intraprendere un viaggio in un luogo, mettendoli poi a confronto:

  • viaggiare “attraverso “che sta per  “viaggiare attraversando “ un luogo, ossia viaggiare superficialmente ricalcando tutti gli stereotipi offerti dal modello tradizionale di un’agenzia di viaggi.
  • viaggiare “dentro” ossia proponendo un modello di viaggio scoperta “ addentrandosi “ nel luogo, vivendo dal di dentro il luogo. Sono stati scelti 4 elementi cardine sui quali potrebbe basarsi un viaggio-tipo: benvenuto, ospitalitĂ , mobilitĂ , partecipazione.

Es:

“Attraverso”

benvenuto (attraverso stereotipi ed elementi di folklore )

ospitalità (al gusto “ occidentale “,offerta dalle agenzie turistiche)

mobilità (mezzi di trasporto “convenzionali” delle agenzie )

partecipazione (coinvolgimento e partecipazione basati su elementi fittizi )

“Dentro”

benvenuto (attraverso le modalitĂ  proprie della gente del luogo )

ospitalitĂ  (secondo il vissuto della gente del luogo)

mobilità (spostarsi da un luogo all’altro:significato e mezzi per la gente del luogo )

partecipazione (darsi il tempo per “spogliarsi” delle proprie abitudini per lasciarsi coinvolgere e partecipare ad attività importanti del luogo: feste                              tradizionali, attività di semina, raccolto ecc. )

E’ possibile attuare questo tipo di gioco grazie alle informazioni e conoscenze acquisite.

(vedi fase ricerca fonti )

Gioco di simulazione:“Il venditore ambulante “

L’attività che si presenta in forma di simulazione teatrale, si propone di provocare nelle persone “passanti” che si imbattono in un venditore ambulante straniero, delle reazioni che mettano in   risalto emozioni, stereotipie, conformismi, reazioni di diverso tipo.

L’attività, con tempi più lunghi rispetto a quelli delle pre-attività, può essere condotta come un role-play. Un bambino/ragazzo impersona il venditore ambulante che presso la fermata dell’autobus cerca di attirare i passanti che hanno dei ruoli ben definiti: un insegnante, un medico, uno studente, un pensionato, una casalinga ecc. Il venditore cerca insistentemente di offrire loro la merce. Alle offerte i passanti reagiranno secondo il proprio ruolo.

I partecipanti del gruppo che non sono direttamente coinvolti nel role-play registrano le risposte verbali e non delle persone che vi hanno preso parte. Alla fine una discussione collettiva permette di mettere in luce, attraverso le reazioni, le difficoltà provate. Per esempio si può superare la difficoltà  dell’incontro con l’altro quando l’altro si propone con i caratteri dell’invadenza? ecc.

IV fase  “SUGGERIMENTI DI UN ITINERARIO CONSAPEVOLE PER ACQUISIRE INFORMAZIONI E CONOSCENZE”

Quest’ultima fase vuole offrire uno spunto per un itinerario consapevole.

La ricerca delle fonti dovrebbe aver portato i bambini/ragazzi ad intravedere la possibilità di mettere in discussione affermazioni e informazioni che provengono dall’esterno, permettendo loro di accedere direttamente alle informazioni desiderate e mostrando quindi che esiste la possibilità di scegliere su come informarsi e conoscere.

Itinerario:

secondo la struttura del “Venditore ambulante”, proporre un role-play: Una cartomante ROM

Di rovescio alle immagini stereotipate si procede nella conoscenza della cultura ROM attraverso l’ascolto di canzoni, le narrazioni, le poesie, la visione di film della cultura ROM che parlano e spiegano la propria cultura.

Organizzare “una giornata tra i ROM “ : prevedere la possibilità di far trascorrere ai bambini, una o più giornate, anche a distanza di tempo, tra i ROM.

Organizzare attivitĂ  di scambio tra bambini ROM e non : racconti, interviste, partecipazioni a feste, danze ecc.