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La Ricerca

individuazione dei casi di disagio
PROGETTO “RAGAZZI DENTRO”

INDIVIDUAZIONE DEI CASI DI DISAGIO

RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca è stata svolta dalla N:EA e ha avuto come obiettivo l’indagine sulla dispersione scolastica e l’individuazione dei casi di disagio nei quartieri oggetto delle attività del progetto (Barra/Ponticelli, Secondigliano/Scampia, Bagnoli/Fuorigrotta e San Lorenzo).

La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario, ed è stata realizzata su quattro livelli diversi, coinvolgendo cioè:

1. le associazioni partner del progetto
2. i servizi sociali competenti
3. l’Osservatorio sulla dispersione scolastica del Comune di Napoli (Ods)
4. i docenti


Dall’esame dei questionari si evince l’enorme complessità di questi quartieri e la difficile condizione in cui versano alcuni minori.
Si evince anche come sia le istituzioni che la società civile tentano di arginare il fenomeno dell’abbandono scolastico e del disagio in generale attraverso l’implementazione di progetti e interventi puntuali e soprattutto attraverso la costituzione di reti territoriali che coinvolgono oltre ai minori stessi anche le famiglie e le scuole.
Importante poi risulta essere anche la presenza di minori stranieri soprattutto di etnia rom e provenienti dai paesi dell’est Europa (in prevalenza nelle periferie nord e est della città) e di provenienza cinese, cingalese, magrebina e dell’Africa occidentale).
Risulta però, a volte, che il sistema di segnalazione delle inadempienze dalle scuole ai Servizi Sociali e all’Ods sia alquanto carente, soprattutto in relazione ai tempi: infatti, spesso accade che le scuole segnalino molto in ritardo i minori inadempienti, vanificando quindi l’operato dei S.S. che dovrebbero attuare le strategie del caso sia sui minori stessi che sulle famiglie al fine di limitare i danni e favorire il rientro dei ragazzi a scuola entro l’anno scolastico in corso.


Dall’esame dei dati dell’Ods è stato possibile ricavare i dati sulla dispersione scolastica aggregati per scuola e per quartiere.
Siamo riusciti quindi a individuare dei dati puntuali per ogni quartiere oggetto del progetto e di conseguenza abbiamo esaminato, per ogni quartiere, le scuole primarie e secondarie di secondo grado con il maggior tasso di dispersione scolastica in rapporto al numero degli iscritti.
Abbiamo quindi segnalato alle associazioni partner una rosa di scuole sulla base dei dati dell’Ods e delle segnalazioni pervenute dai servizi sociali competenti; di conseguenza tutte le associazioni hanno scelto dove realizzare le attività di supporto, mediazione e tutoraggio.
Le sedi scolastiche scelte sono state quindi comunicate ai Servizi Sociali di zona al fine di attuare una sinergia tra le associazioni coinvolte nel progetto e le strutture territoriali competenti a controllare e arginare il fenomeno della dispersione scolastica.
E’ importante sottolineare come sia emerso dalle interviste con i Servizi Sociali che in alcuni quartieri le segnalazioni che le scuole hanno inviato all’Ods e ai Sevizi Sociali riguardano interamente minori italiani, mentre in altri la percentuale di inadempienti stranieri (soprattutto rom) cresce notevolmente. Quest’ultimo fenomeno trova la sua spiegazione nel fatto che i figli degli immigrati si spostano continuamente insieme alle loro famiglie che vanno in cerca di un’occupazione migliore e, pertanto, non riescono a garantire una frequenza costante delle lezioni scolastiche.


L’ultima fase della ricerca ha visto la somministrazione di un questionario ai docenti delle scuole individuate per la realizzazione delle attività, volto ad individuare, da una parte il disagio dei minori e le loro maggiori difficoltà in classe e, dall’altra, le maggiori difficoltà che hanno i docenti a lavorare con minori a rischio e le eventuali esigenze di aggiornamento e formazione di cui necessitano.


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